Sant'Angelo in Vado non è
solamente Tartufo infatti la storia racconta dell'antica Tifernum Mataurense
come una terra di amori, di arte e di cultura.Situata lungo l'Alta Val Metauro fù
prima città romana poi capitale della Massa Trabaria diventando proprietà di
quell'illustre condottiero che il mondo intero conosce col nome di Federico da
Montefeltro signore della Massa Trabaria e poi Duca di Urbino. Fa un errore il
viaggiatore che in vacanza nella provincia di Pesaro ed Urbino tralascia questo
scrigno di tesori, la Sant'Angelo terra natale dei fratelli Zuccari, del Mancini
e di altri illustri uomini di arte e cultura è una città tutta da scoprire e
da gustare...
Sant'Angelo in Vado è una
delle cittadine più ricche di storia, arte e cultura della Provincia di Pesaro
e Urbino, nel territorio dell'Alta Valle del Metauro. Il suo nucleo
abitativo più antico è ancora facilmente leggibile in un centro storico ben
conservato e nei borghi medioevali al di là delle mura e dei "fossi"
d'acqua del tranquillo e generoso Metauro. Sant'Angelo in Vado è una città che
lavora. Negli ultimi decenni si è assistito ad una forte industrializzazione
del territorio, specialmente nel settore del tessile e dell'abbigliamento, che
vendono in Italia ma che esportano soprattutto verso il Nord Europa. Sant'Angelo
in Vado è anche natura incontaminata, tartufo, boschi secolari e campi arati
con bellissimi colori e geometrie che testimoniano la presenza e il lavoro dei
vadesi che operano da centinaia d'anni in questo territorio.
Sant'Angelo
in Vado sorge sulle rovine della antica Tiphernum Mataurense
denominazione che deriva da tipher o tifia, pianta acquatica che si sviluppa
nelle zone paludose. Lo studio della pianta della Tiphernum, ricostruita
in base alle informazioni ottenute con le operazioni di scavo e con le recenti
interpretazioni aerofotografie, porta alla constatazione che la città aveva
forma quadrata, con i classici cardo e decumano che si incrociavano nella via
principale. L'esistenza dell'antico municipio romano è attestata dai molti
reperti archeologici ritrovati e oggi conservati nell'Antiquarium della città.
Si ritiene che questa, dopo l'avvento del cristianesimo, fosse sede
vescovile.
La lunga guerra tra Bizantini ed Ostrogoti (VI secolo) interessò anche il
territorio della Tiphernum Mataurense che subì la totale distruzione. I
Longobardi ricostruirono il nuovo abitato sulle rovine della città romana
quasi completamente ricoperte dai terreni alluvionali, e lo dedicarono
all'arcangelo Michele, di qui il nome di Sant'Angelo. La seconda parte del
nome "in Vado" fu aggiunta successivamente e sarebbe da attribuire
al fatto che per raggiungere i due tronconi della città adagiata sulle rive
del fiume, si dovesse "guadare" il Metauro. Secondo un'altra
interpretazione invece la parola è collegata al "guado" una pianta
che cresce piuttosto abbondante lungo le rive del fiume e dalla quale,
attraverso un opportuno procedimento, si estraeva un inchiostro scuro
utilizzato per stampe e la tintura dei tessuti.
Sullo scorcio del Medio Evo Sant'Angelo in Vado fu capitale della "Massa
Trabaria", Provincia forestale dello Stato della Chiesa. Qui si radunava
il Parlamento della Provincia di Massa Trabaria che comprendeva il territorio
incluso tra Cagli - Urbino e l'Appennino.
Nel 1636 Papa Urbano VIII elevò Sant'Angelo al rango di "Città" e
la promosse a Diocesi.
Nel luglio del 1849 di qui passò Giuseppe Garibaldi in fuga dopo la caduta
della Repubblica Romana.
Nel 1860-61 viene a far parte del Regno d'Italia.
Taddeo Zuccari ( 1529 - 1566 ), pittore Allievo del padre
Ottaviano e di Pompeo Morganti di Fano , si reco' quattordicenne a Roma dove ,
dopo faticosi esordi , si fece strada decorando diverse facciate esterne di
palazzi. decorò la Cappella Mattei nella chiesa della Consolazione sotto il
Campidoglio dietro commissione di Giacomo Mattei; iniziò le decorazioni nella
Cappella Frangipane a San Marcello al Corso; lavorò nel Duomo di Orvieto,
decorò l'appartamento di Pio IV, la sala Regia in Vaticano, etc. Ricevette la
prestigiosa committenza per la decorazione della Villa del cardinale
Alessandro Farnese a Caprarola ove impiantò una attiva bottega: gran parte
delle commissioni che non portò a termine causa l'improvvisa morte furono
ultimate dal fratello Federico.
Federico
Zuccari (1539 -1609), pittore e trattatista Si formò
a Roma presso la bottega del fratello Taddeo di cui fu il naturale erede
culturale. Pittore e teorico d'arte, viaggiò per buona parte d'Italia e
d'Europa: dai Paesi Bassi all'Inghilterra, dalla Spagna a tutto il Nord
Italia, richiestissimo dalla committenza, produsse molto: nella chiesa di
Santa Maria dell'Orto a Trastevere, nella chiesa del Gesù, nella chiesa della
Trinità dei Monti, nella cappella dei Duchi di Urbino a Loreto, nella
decorazione della cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, etc. E' molto
presente nelle Marche con opere nel paese natale, a Fermo, a Recanati, in
Urbino, a Pesaro.
Prospero
Fagnani (1588 - 1678), canonista Prospero Boni aggiunse il
cognome Fagnani dietro l'adozione dello zio materno Giovan Francesco; studiò
a Perugia dove si laureò in "utroque iure"; in quella città
pubblicò nel 1611 il trattato Problemata cum methodo. Si trasferì a Roma
insegnando Diritto all'Università nel 1910 fu chiamato alla Sacra
Congregazione del Concilio come sottosegretario, poi come segretario
sostituendo lo zio; nel 1632 divenne cieco; si adoperò moltissimo per
l'innalzamento di Sant'Angelo in Vado a città con sede vescovile; ricoprì
diverse cariche nell'ambiente curiale romano. La sua opera più famosa è il
Commentarium ad libros Decretalium; stese su richiesta di Gregorio XV la bolla
Aeterni patris Filius pubblicata nel 1621, riguardante l'ordinamento giuridico
alle elezioni pontificie e rimasta in vigore fino al 1904.
Francesco
Mancini (1679 - 1758), pittore Allievo di Cignani in
Romagna, decorò con tele ed una affresco la biblioteca Classiense a Ravenna e
casa Albacini a Forlì; affrescò i Duomo di Foligno. Fu accolto nel
1725 all'Accademia di San Luca a Roma, significativamente rifondata a fine
Cinquecento dal conterraneo Federico Zuccari; affrescò la Kafee Haus di
Palazzo Colonna; lavorò nella chiesa di San Gregorio al Celio, di Santa Maria
Maggiore, a San Pietro, etc. Diverse sono le opere in raccolte private e nelle
Marche dove operò a Macerata, nel paese natale, a Fano.
Agostino
Mercuri (1839 - 1892), musicista Si diplomò a Napoli nel Collegio
Musicale San Pietro Mariani a Maiella in pianoforte, composizione e direzione
d'orchestra, fu quindi nominato Maestro di Cappella del duomo vadese. Nel 1873
ottenne la direzione degli spettacoli. del Teatro Comunale di Bologna. Compose
più di cento brani di genere sacro, tra cui Pietro il Muratore, Adello ,
(rappresentato nel 1860 a Rimini), il violino del diavolo; compose l'inno di
raffaello che diresse in Urbino nel 1871; a Perugia fondò l'Istituto Musicale
"F. Morlacchi"; collaborò alla feste pesaresi in onore di
Gioacchino Rossini e fu parte attiva nella fondazione de Liceo Musicale a lui
dedicato.
Vincenzo
Lanciarini (1849 - 1917) Il padre Gaetano orafo era inserito nella
forma d'artigianato particolarmente produttiva nella cittadina. Studiò nel
vadese Seminario "Barberini", completando gli studi superiori in
Urbino; nel 1873 conseguì la laurea in Giurisprudenza a Roma esercitando per
un decennio la professione nel paese natale; nel 1885 si trasferì a Roma con
la famiglia esercitando presso la Cassazione e la Corte dei Conti. Si dedicò
attivamente a studi storici che lo condussero a collaborare con diverse
riviste locali ("Rivista urbinate di Scienze, Lettere ed Arti",
Nuova Rivista Misena) con argomenti legati a artisti vadesi ( i fratelli
Zuccari ed i fratelli Nardini); pubblicò poesie e la monumentale opera
Tiphernum Mataurense.
PALAZZO
FAGNANI, sec. XVII, dal 1838 Residenza Municipale - Custodisce
molti dipinti tra i quali una grande tela di Federico Zuccari.
Archivio storico.
PALAZZO
MERCURI, sec. XIX - Sala centrale con pitture del settecento su tela
alle pareti, attribuite al Ragazzini, soffitto in stile
liberty-floreale, opera del Cherubini.
Nei sotterranei è stato recentemente allestito un museo degli
"antichi mestieri" vadesi aperta al pubblico ogni giorno
secondo l'orario 9.00-12.00 e 15.00-19.00.
PALAZZO
GRIFONI (Nardini-Ridarelli), sec. XV-XVI - Fatto erigere dal vadese
Matteo Grifoni, capitano d'arme della repubblica di Firenze e della
Repubblica di Venezia; la facciata è di Marino di Marco Cedrini,
scultore e architetto veneziano (di proprietà privata).
PALAZZO
DELLA RAGIONE, sec. XIII, già Residenza Municipale (fino al 1838), è
ora sede dell'associazione Pro Loco - sono custoditi dipinti di autore
ignoto, un affresco, un camino del sec. XVI. La Torre Civica con
campana risale al 1580, il palazzo è nominato dai vadesi "el
Campanon" .
PALAZZO
CLAVARI, sec. XV-XVI (di proprietà privata).
PALAZZO
DEI CONTI SANTINELLI, sec. XVI (di proprietà privata).
CASA
NATALE DI FEDERICO e TADDEO ZUCCARI (1529-1566), (di proprietà
privata).
PORTA
ALBANI (detta "Porta Nova"), sec. XIX.
BIBLIOTECA
CIVICA ed EPISTOLARE - EMEROTECA "VINCENZO LANCIARINI"-
anche sede dell'ufficio informagiovani.
MONUMENTO
A PAPA CLEMENTE XIV, sec. XVIII (Gianvincenzo Ganganelli), cittadino
vadese.
TEATRO
"ZUCCARI", sec. XVII, trasformato negli anni '30 e
recentemente restaurato.
"PALAZZETTO"
SANTINELLI, residenza nobiliare di campagna del sec XVI, attribuita a
Gerolamo Genga (di proprietà privata).
MUSEO
CIVICO ANTIQUARIUM con raccolta reperti archeologici romani
dell'antica Tiphernum Mataurense
CHIESA
DI SANTA MARIA DEI SERVI (extra muros), sec. VIV - All'interno sono
custoditi dipinti del vadese Francesco Macini (1679-1758), di
Raffaelin del Colle (1480-1566) e di altri artisti del secolo XVI.
Sono inoltre presenti una Madonna in bronzo di Lorenzo Ghiberti, una
cantoria in stucco policromo dipinta da August Albrecht Wallenstein,
un organo settecentesco, un coro ligneo di pregevole fattura
(artigianato vadese secoli XVII-XVIII).
BASILICA
CATTEDRALE - DUOMO (Chiesa di San Michele Arcangelo, Patrono della
città): di origini remote venne trasformata nei secoli XVI e XVII -
sono presenti quadri di Francesco Mancini e dello Schiroli, dipinti
attribuiti a Gentile da Fabriano (sec. XV), Claudio Ridolfi
(1570?-1644) e Guido Rani (1575-1642); nella cappella della
"Madonna del Pianto" (1855) si trovano opere
dell'artigianato artistico vadese: coro ligneo (Benedetto Boccioni) e
cancellata in ferro battuto (Gaspare Dindi).
CHIESA
DI SAN FILIPPO, sec. XVI - A pianta ottagonale, con dipinti di Gian
Giacomo Pandolfi, Raffaelin del Colle, August Albrecht Wallenstein ed
altari di Lorenzo Ghiberti e di Giovanpietro Zuccari (artigiano vadese).
CHIESA
DI SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA (detta " delle bastarde"),
sec. XV - Pala d'altare attribuita a Raffaello Schiaminossi (1526-1575
o 1622), stucchi di pregio, coro in noce, organo del 1776.
CHIESA DI SAN FRANCESCO, sec. XIV (Interno del sec. XVII) - portale
gotico, dipinti dei pittori vadesi Nardini (1512) e di Gian Francesco
Guerrieri di Fossombrone, organo del 1802, opera di Bazzani, allievo
del Callido.
CHIESA
DI SAN BERNARDINO, sec. XVI -
Tela di Gian Giacomo Pandolfi, organo del Seicento.
CHIESA
DI SANTA CHIARA, ristrutturata nel sec. XVIII - Dipinto di Gian
Giacomo Pandolfi (1570-1640), terre cotte robbiane.
CHIESA
DI SANTA CATERINA, ristrutturata nel sec. XVIII - portale
rinascimentale.