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Dove gustarmi
Ristorante "Vecchia Fattoria"
Via Fiorenzuola, 32 - tel 0722 88667
Ristorante "Da Franco"
C'so Garibaldi, 26 - tel. 0722 818379
Ristorante "Barbara"
Strada Naz.le 73 bis - tel. 0722 818470
Trattoria "Lo Squalo"
Via mangano, 8 - tel. 0722 818752
Trattoria "Taddeo e Federico"
Via Mancini, 4 - tel. 0722 810101
Corte Gastronomica del Tartufo "Palazzo Mercuri"
Piazza del Papa - tel. 0722 810095
Agriturismo "I Palazzi"
Loc. Palazzi - tel. 0722 88337
Agriturismo "Il Poderetto"
Via Poveretto Rosario, 44 - tel. 333 3055505
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Il tartufo
Il tartufo ha nelle Marche
radici storiche antichissime, tanto da essere parte integrante della
nostra coltura e tradizione. Se non si tiene conto di questo non si
capisce perché oggi esso sia considerato tanto importante dal punto di
vista sociale, ecologico, agricolo, forestale ed economico. La regione
lo mette ai primi posti tra i prodotti tipici da valorizzare e per esso
investe in risorse economiche ed umane. Per garantire che venga sempre
più conosciuto e difeso da truffe e tentativi di contaminazione la
Regione utilizza gli strumenti della ricerca e della sperimentazione. In
realtà c'è tutto un mondo che ruota intorno a questo straordinario
prodotto della terra: i tartufai in primo luogo, gli addestratori di
cani da tartufo, i commercianti, gli imprenditori per la trasformazione,
i ristoratori, i consumatori.
Ma le sue potenzialità vanno oltre, perché è in grado di mettere
in moto il turismo, da quello gastronomico a quello culturale. E poi,
come sottovalutare la sua portata ambientale, quando si propone il
rimboschimento con piantine micorrizzate? E come ignorare l'integrazione
di reddito che esso porta ai tartuficoltori?
Andiamo fieri di quello che è stato fatto , per esempio con il
Centro di sant'Angelo in Vado. Ma sappiamo anche che si può fare di più
per costruire intorno all'immagine di questo prezioso tubero uno sforzo
sinergico che deve mettere in rete tutti gli attori che operano nel
settore, a Cominciare dai Comuni e Comunità Montane che con le loro
manifestazioni, che sono cresciute nel tempo, sono gli inetrlocutori più
preziosi.
Perché una cosa va ricordata: le Marche sono una piccola regione
che ha una grande potenzialità, quella di avere una ricchezza - opere
d'arte, ambiente e paesaggio, tradizioni, prodotti tipici, gastronomia -
estremamente diffusa sul territorio.
ALCUNE RICETTE
RISOTTO CON TARTUFO
BIANCO
INGEDIENTI
350 g. di riso, 70 g. di burro, 3 scalogni, 1 bicchiere di vino
bianco secco ma profumato (ideale un multer-thurgau), 2 litri di brodo
magro di manzo, sale, 50 g. di parmigiano grattuggiato, 90 g. di tartufo
bianco (Tuber Magnatum).
PREPARAZIONE
Fate soffriggere a fuoco bassissimo gli scalogni con 40 g. di burro;
quando si sono quasi disfatti, unite il riso e tostatelo mescolando
rapidamente, poi bagnate col vino e lasciate sfumare. A questo punto
lasciate coprire con parte del brodo che deve sobbollire sul fornello a
lato. Continuate a tenere bagnato aggiungendo brodo finchè il riso
(18/20 minuti) non è al giusto punto di cottura. Togliete allora dal
fuoco, controllate il sale e mantecate con il formaggio ed il restante
burro. Portate in tavola immediatamente (il riso non deve asciugarsi ma
rimanere “all’onda”) e coprite subito, direttamente sul piatto
individuale, con le lamelle di tartufo.
ARROSTO DI VITELLO
AL LATTE TARTUFATO
INGREDIENTI
Un pezzo di noce di vitello del peso di circa un Kg., 100 g. di
tartufo nero (Tuber Melanosporum) 50 g. di burro, 100 g. di prosciutto
cotto naturale, 1 litro di latte fresco intero, 1 cucchiaio di farina
bianca, sale.
PREPARAZIONE
Con un coltello appuntito e un piccolo spiedo praticate un paio di
fori nella polpa che la passino da parte a parte. Riempite questi fori
con listerelle spesse mezzo cm. di tartufo nero. Coprite con uno
strofinaccio e lasciate riposare la carne per un paio d’ore. Fate
saltare nel burro il prosciutto triturato, unite la carne leggermente e
fatela rosolare da ogni lato. Quando è ben colorita salatela, versate
il latte preventivamente scaldato e cuocete a fuoco molto basso. Ci vorrà
più di un’ora e mezza
LE MIE RICETTE PREFERITE
Il Tartufo Bianco
Pregiato si abbina con le svariate pietanze della tradizione culinaria
Vadese, rappresentando il segno distintivo di una cucina genuina e
raffinata. Il Tartufo va gustato fresco utilizzando l’apposito
taglia-tartufi. Questa è l’operazione d fare sopra il crostino e le
tagliatelle fumanti. In questo modo l’aroma inconfondibile del Tuber
Magnatum Pico inebrierà gli olfatti dei buongustai e delizierà i
palati sopraffini.
Antipasto: Tartufi
lardellati
(ingredienti per 4 persone)
12 piccoli tartufi bianchi, 12 fettine di lardo, 12 fette di pane,
cognac, burro.
Si lasciano macerare nel cognac per circa un’ora 12 tartufi bianchi.
Si fa un involtino di lardo con ogni tartufo e lo si avvolge in carta
oleata ed imburrata. Per questa ricetta l’elemento essenziale è un
fuoco di legna da cui ricavare la cenere per seppellirvi i tartufi per
circa mezz’ora. Si tolgono poi dalla carta e si servono caldi su fette
di pane abbrustolito.
Primo piatto: Cappelletti
al burro fuso e Tartufo
(ingredienti per 4 persone)
Per l’impasto: 500 gr. di farina, 5 uova, sale; per il ripieno: 200 gr.
di vitello magro, 200 gr. di petto di tacchino, 100 gr. di prosciutto
cotto, 2 uova, 30 gr. di burro; per la salsa: 80 gr. di Tartufi Bianchi.
Si preparano i cappelletti farcendoli con un impasto di 200 gr. di
vitello, 200 gr. di tacchino e 100 gr. di prosciutto cotto rosolati in
30 gr. di burro a cui si aggiungono due uova, 30 gr. di parmigiano
grattugiato e Tartufo Bianco. Con questo ripieno si riempie l’impasto
fatto con 500 gr. di farina, 5 uova e un po’ di sale.
Mentre si fanno cuocere i cappelletti, si pone sul vapore della pentola
una zuppiera con 80 gr. di burro e alcune fettine di Tartufo bianco. Al
termine della cottura si scolano i cappelletti e si condiscono nella
zuppiera col burro e il Tartufo; infine si cosparge il tutto con 60 gr.
Di parmigiano e tante fettine di Tartufo.
Secondo piatto: Filetti di sogliola al Tartufo
(ingredienti per 4 persone)
4 sogliole, 40 gr. di burro, 2 calici di spumante secco, ¼ di panna
liquida, 60 gr. di Tartufi bianchi, sale, farina.
Si infarinano 4 filetti di sogliola e si mettono quindi a rosolare in
una teglia con 40 gr. di burro. Si aggiungono sale e due calici di
spumante secco che si fa ridurre a fuoco vivo, prima di versare panna
liquida. Si lascia qualche minuto la teglia in forno caldo. Prima di
servire cospargere il tutto con 60 gr. di Tartufi Bianchi affettati.
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