Mostra Nazionale del Tartufo 2008 Sant'Angelo in Vado (PU)
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Dove gustarmi
 
Ristorante "Vecchia Fattoria"
Via Fiorenzuola, 32 - tel 0722 88667

Ristorante "Da Franco"
C'so Garibaldi, 26 - tel. 0722 818379

Ristorante "Barbara"
Strada Naz.le 73 bis - tel. 0722 818470

Trattoria "Lo Squalo" 
Via mangano, 8 - tel. 0722 818752

Trattoria "Taddeo e Federico"
Via Mancini, 4 - tel. 0722 810101 

Corte Gastronomica del Tartufo "Palazzo Mercuri"
Piazza del Papa - tel. 0722 810095

Agriturismo "I Palazzi"
Loc. Palazzi - tel. 0722 88337

Agriturismo "Il Poderetto"
Via Poveretto Rosario, 44 - tel. 333 3055505

Il tartufo

Tuber mesentericum Vitt.

Nome: da "mesentericum" (lat.), simile all'intestino, per il caratteristico andamento circovoluto delle venature della gleba (Vittadini, 1831).
Nomi volgari: Tartufo nero ordinario già tartufo di Bagnoli
Periodo di racolta(L.R.34787): dal 1 settembre al 31 gennaio.

CARPOFORO - generalmente di piccole dimensioni, è raramente più grosso di un uovo di gallina; di forma globosa con una classica e ben evidente depressione basale.
PERIDIO - verrucoso di colore nero, von verruche molto piccole, ordinariamente 2-4 mm, fitte e minute, ma con spigoli acuti.
GLEBA - grigio bruna, ma in alcuni esemplari anche di color grigio-giallastra o marrone, con venature bianche, chiaramente disposte a labirinto, simili alle circonvoluzioni dell'intestino.
PROFUMO - spiccato e caratteristico che ricorda il bitume o lo iodoformio (viene anche chiamato "fenico" per l'odore siòile all'acido fenico).
SAPORE - non molto grato e leggermente amarognolo.
ASCHI - a sacco, contenenti uno-tre spore e a volte anche cinque.
SPORE - elittiche o sub-globose di colore bruno, grosse 25-53 x 23-37 micron, reticolate alveolate, con creste membranose di diversa altezza (di primo ordine e di secondo ordine), spesso in anastomosi tra loro.
HABITAT - è una specie che ha il suo ambiente ideale nelle faggete, dove vegeta su suoli scuri, ricchi di sostanza organica, di potassio e di calcare. Le tartufaie sono sempre poste su pendici o dossi, in prossimità di erosioni. Le piante simbionti oltre al faggio possono essere il cerro ed il pino nero. A volte si ritrova, ma più sporadico, anche nei querceti misti di roverella e carpino nero. Non forma mai il "pianello" e la fruttificazione, autunno-invernale, presenta carpofori superficiali, per lo più isolati e di pezzatura non molto grossa.