Nome: da "aestivum"
(lat.), che cresce in estate (Vittadini, 1831). Nomi volgari: tartufo nero d'estate, scorzone. Periodo di raccolta (L.R.34/87): dal 1 maggio al 31
agosto.
CARPOFORO
- può assumere forme e dimensioni molto variabili; in genere
rotondeggiante e talora con una depressione; può raggiungere pezzature
anche intorno al mezzo chilo. PERIDIO - superfice verrucosa, di colore nero, con verruche
piramidali, sporgenti, di grosse dimensioni, che gli conferiscono una
tipica rugosità ed una certa consistenza. GLEBA - generalmente di colore nocciola, più o meno giallastra
nei tartufi maturi, spesso anche di colore più chiaro; è solcata da
numerose venature biancastre, alcune sottili altre più larghe, molto
ramificate e variamente anastomizzate. PROFUMO - delicato e gradevole, ricorda vagamente l'aroma dei
funghi: tenue da giovane, più intenso a completa maturazione o in un
luogo chiuso (barattolo di vetro). SAPORE - simile a quello dei porcini. ASCHI - prima leggermente peduncolanti, poi globosi, di 60-95 x
50-80 micron, contenenti in media
da uno-quattro ascospore, talora sei (Ceruti, 1960). SPORE - di colore giallo-scuro rotondeggianti od ovali, misuranti
18-41 x 14-32 micron (Ceruti, 1960), con la superfice esterna
irregolarmente reticolato-alveolata; l'altezza delle creste membranose
che originano gli alveoli sono sistematicamente più basse di circa il
50% rispetto a quelle delle spore di Tuber uncinatum (Chevalier et al.,
1978). HABITAT - è capace di svilupparsi su una grande quantità di
terreni formatisi da rocce madri di età geologiche molto differenti,
però predilige particolarmente terreni calcio-magnesiaci, filtranti,
ricchi di costituenti fini e grossolani, con struttura aerata e grumosa;
rifugge invece da terreni fradici. Le tartufaie sono localizzate nei
boschi o al margine di radure, lungo i campi coltivati e le siepi di
pruni, sempre in ambienti soleggiati. prevalentemente entra in simbiosi
con la roverella ed il nocciolo, ma anche con il cerro, la farnia ed il
carpino nero. La presenza di T. aestivum può essere più o meno
evidenziata dalle caratteristiche aree prive di vegetazione ("pianello").
Benchè esista una prima produzione a maggio-giugno (da cui
l'appellativo di "maggengo") quella più abbondante e
migliore, anche con esemplari di notevole pezzatura, si verifica da
luglio fino a settembre, ma in quest'ultimo mese nella regione Marche
è
vietata la raccolta (per proteggere la produzione del Tuber magnatum).