Tuber brumale Vitt.
Nome: da "brumalis"
(lat.), invernale (Vittadini, 1831).
Nome volgare: tartufonero d'inverno.
Periodo di raccolta (L.R.34/87): dal 1 gennaio al 15
marzo.
CARPOFORO
- di forma globosa più o meno regolare ma in genere di piccole
dimensioni: al massimo come un uovo di gallina.
PERIDIO - superficie finemente verrucosa, con verruche
poligonali, basse ed appiattite (in genere più piccole, 1-3 mm, di
quelle del T. melanosporum) che si staccano facilmente dalla gleba; il
colore del peridio è decisamente nero, o nero brunastro negli esemplari
giovani.
GLEBA - grigio-brunastra o grigio-fumo con venature bianche più
rade e più grosse rispetto al T. melanosporum, queste venature,
piuttosto larghe ed appariscenti, spesso si dilatano alle estremità,
oppure, confluendo numerose in uno stesso punto, formano caratteristiche
ed ampie chiazze biancastre.
PROFUMO - grato ma forte (da cui il nome "nero forte")
che negli esemplari maturi ricorda quello della rapa.
SAPORE - più marcato, anche se meno squisito del tartufo nero
pregiato.
ASCHI - elittici, dapprima brevemente peduncolanti poi sessili,
misurano 100x70 micron (Ceruti, 1960); la superficie è coperta di
spinule sottili ad apice flessuoso, acuto, presenti in numero di
venti-ventidue per 10 micron quadri.
HABITAT - predilige terreni profondi, anche con un elevato
contenuto di argilla e di solito ricoperti di muschio. Rispetto alle
altre specie non è molto esigenti tanto da tollerare terreni con
ristagno idrico e con reazione chimica al limite del sub-acido. Le
tartufaie si localizzano di preferenza al bordo di coltivi, nei prati ed
anche nei giardini. Vive in simbiosi con tigli, querce, nocciolin ed
alcune conifere (pini, abeti, ecc.) sia in ambienti peculiari sia nelle
tartufaie di T. melanosporum quando esse si inerbiscono, sia in quelle
di T. magnatum quando il il suolo presenta sintomi di asfissia.

