Il tartufo - Tuber aestivum

Tuber macrosporum Vitt.

Tuber Macrosporum VittNome: da "macros" "sporum" (lat.), a grandi spore (vittadini, 1831).
Nome volgare: tartufo nero liscio.
Periodo di raccolta (L.R.34/87): dal 1 settembre al 31 dicembre.

CARPOFORO - generalmente non raggiunge pezzature notevoli, al massimo come un uovo di gallina; di forma globosa o tubercolata. E' facile travare diversi esemplari raggruppati nella stessa buca.
PERIDIO - verrucoso, di colore bruno rossiccio, talora con macchie color ruggine; le verruche sono appena pronunciate, poligonali, appressate e difformi, nell'insieme gli conferiscono un aspetto finemente rugoso simile al naso di un cane.
GLEBA - biancastro-bruna nei carpofori immaturi, poi bruno-rugginosa, con venature chiare,numerose, in alcuni punti esili in altri larghe, che al contatto con l'aria virano al bruno-pallido.
PROFUMO - spiccato, leggermente agliaceo, ricorda vagamente quello del tartufo bianco pregiato.
SAPORE- molto gradevole.
ASCHI - sub-globosi, sub-peduncolati, grandi 90-140 x 70-100 micron (Ceruti, 1960), contengono al massimo tre spore.
SPORE - costituiscono la qualità di questa specie essendo grandi 40-80 x 30-55 micron (Ceruti, 1960); di forma decisamente elissoidale, rosso-brune, minutamente ed irregolarmente reticolate.
HABITAT - non è un tartufo molto abbondante tanto da non avere un habitat specifico. Si trova nelle medesime stazioni del T. magnatum rispetto al quale però tollera maggiormente la siccità e si associa con molte piante simbionti (roverella, farnia, cerro, tiglio, poippi, salici, carpini e nocciolo). Questa specie, che fruttifica da settembre a dicembre, presenta la caratteristica di produrre, nella stessa buca numerosi esemplari di dimensioni variabili, ma comunque sempre abbastanza piccoli.