Il tesoro della nostra terra!
Presentiamo il Vino Santo tipico di Sant'Angelo in Vado: l'orgoglio della tradizione enologica locale. Nella zona di Sant'Angelo in Vado il Vino Santo è noto da sempre, e ancora oggi non c'è famiglia contadina che non custodisca nella sua cantina qualche bottiglia di questo gustoso vino.
Il Vino Santo di Sant'Angelo in Vado è frutto non solo della cura dei terreni e dell'attenta coltivazione dei vigneti, ma anche e soprattutto di una meticolosa vendemmia e lavorazione.
Sant'Angelo è da secoli la vera patria del Vino Santo, sulle colline argillose e ben assolate sorgono piccoli vigneti che estendendosi fin poco sotto le macchie boschive regalano pregiate uve bianche: Trebbiano, Malvasia, Turbiano, Moscatello dalle quali deriva questo prezioso nettare.
Nella millenaria tradizione delle tipicità locali, al pari del noto Tartufo, il Vino Santo di Sant'Angelo in Vado è stato tramandato e custodito come uno dei frutti più preziosi che queste terre regalavano. Le nobili origini di questo dolce nettare da dessert sono menzionate fin dagli albori del '700: da allora piccole produzioni familiari restavano a testimonianza di un lieto evento, come la nascita di un figlio, o venivano usate per scopi terapeutici.
Immancabile nelle case della Massa Trabaria, il Vino Santo era anche considerato il vino dell'ospitalità, la bevanda con cui si accoglieva ogni ospite, sia nelle tenute più signorili, che nei poderi contadini.
Sulle origini del suo nome è stato narrato molto: miti e credenze popolari si tramandano fin dai primi anni del '400, quando si sosteneva che tale denominazione derivasse dall'antica consuetudine di travasare la bevanda a Pasqua durante la Settimana Santa. Altre leggende sostengono che il nome Vino Santo fu dato quando il Cardinale Bessarione, dopo aver degustato la bevanda, la associò a Xantos, forse riferendosi all'isoletta greca per il profumo di frutti e fiori del vino, o forse riferendosi all'aggettivo che in greco significa giallo, ambrato, come le tonalità di questa essenza.
Un'altra versione, semplicemente riferisce che l'aggettivo Santo fu dato poichè questo vino veniva prodotto appositamente per celebrare Messa; ma troviamo infine un ultimo mito che vede l'origine del nome risiedere nell'associazione con il giorno di Ognisanti, quando tradizionalmente in tempi antichi veniva appesa l'uva per l'appassimento.
Le caratteristiche che contraddistinguono il vino santo di Sant'Angelo in Vado da qualsiasi altro vino santo o prodotto liquoroso sono da attribuire al processo produttivo tradizionale.
E' nel mese di settembre che nelle vigne Vadesi inizia la vendemmia delle uve bianche, il processo che per un normale vino durerebbe solo pochi giorni, nel caso del Vino Santo di Sant'Angelo in Vado si prolunga per circa un mese, poichè i coltivatori raccolgono solo i grappoli maturi al punto giusto. Man mano che avviene la raccolta inizia la fase di appassimento delle uve: i grappoli accuratamente ripuliti vengono appesi in ambienti appositamente allestiti con la giusta temperatura e grado di umidità. Tradizione voleva che si usassero i solai delle cucine, dove il fumo dei camini conferiva una particolare tostatura.
L'appassimento dura circa 5 mesi e una volta raggiunto il giusto grado di appassimento inizia la prima selezione dei chicchi. Ogni singolo acino d'uva viene scelto e destinato alla produzione, gli acini d'orati
alla produzione del Vino Santo di Sant'Angelo in Vado, mentre gli acini più rossi verranno destinati alla produzione del Vin Passito.
Dopo questa fase di cernita le uve verranno pressate da presse tarate ad hoc dalle quali escono succosi nettari di qualità che saranno pronti per l'invecchiamento in botti o damigiane di vetro. Il prezioso nettare resta in cantina per un minimo di 36 mesi per poi essere imbottigliato e servito nelle migliori enoteche. Il Vino Santo di Sant'Angelo in Vado è di colore giallo ambrato limpido e tendende al dorato, il sapore dolce, armonico e di buona struttura ed esprime una vasta gamma di sapori e aromi fruttati e floreali per questo è un ottimo vino da servire dopo i pasti con frutta secca, dessert o i famosi cantucci, ma anche con crostate alle mandorle e il famoso formaggio di fossa di Talamello accompagnato da miele di castagne.
Il Vino Santo di Sant'Angelo in Vado: un vino da meditazione, che deve essere consumato lentamente dopo i pasti al caldo del camino acceso e in compagnia di amici.

